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Alla luce del grande e meritato successo riscosso dalla serie Netflix “Mrs Playmen”, incentrato sulla figura di Adelina Tattilo, ripubblico il mio ricordo di lei, scritto all’indomani della sua morte, avvenuta a Roma il 1 febbraio 2007
Adelina Tattilo: trasgressiva editrice, dolce matriarca…io ti ricordo così
Adelina Tattilo, morta ieri sera a Roma, nei “coccodrilli” di tutte le agenzie di stampa è stata ricordata come “la storica e trasgressiva editrice di Playmen, la rivista che ha rappresentato negli anni Settanta un vero e proprio boom editoriale nel segmento del sexy glamour, battendo spesso in Italia e in Europa la concorrenza dei colossi americani Playboy e Penthouse e contribuendo a cambiare i costumi sociali degli italiani dalla seconda metà degli anni Sessanta”.
Nel comunicato ufficiale, diffuso dalla casa editrice, è stato sottolineato “il ruolo della Tattilo nel settore editoriale italiano e il suo modello di imprenditoria al femminile.” Ricordati anche i servizi di cultura affidati dalla brillante Adelina a nomi importanti della letteratura e del giornalismo nazionale ed internazionale, oltre alle sue tante frequentazioni mondane e politiche. Io invece voglio ricordarla per come l’ho conosciuta, nell’arco di tante estati, a Porto Rotondo.
Di lei ho scritto tante volte; piccoli aneddoti perché Adelina così solare, istintiva, amante della vita, ospitale era una persona speciale. Una matriarca innamorata dei suoi figli e dei suoi nipoti; leale e generosa, come non si usa più, con gli amici. Certo Adelina non era una buona “fonte” per il gossip: nella sua casa non si usava parlare male di nessuno; il pettegolezzo “cattivo” era bandito, ignorato, non gradito.
A lei piacevano altre cose: giocare a carte con un gruppo di amici veri, ascoltare Nino Fuscella alla chitarra, stare con i figli e i nipotini, vivere il mare durante il giorno ed uscire la sera ma non troppo spesso perché, se le cene o gli spettacoli erano noiosi, Adelina si addormentava. Per questo preferiva ricevere a casa sua, mai troppe persone tutte insieme visto che lei amava conversare ed ascoltare senza tanta confusione intorno.
In un mio articolo di qualche anno fa raccontavo:…
“Seminascosta da una coppa di gelato più grande di lei l’editore di Playmen, Adelina Tattilo ha seguito con attenzione la presentazione del libro di Micaela (detta Michi) Gioia, intitolato “Segretarie”. Nel bel mezzo del fuoco incrociato di domande e risposte tra Marta Marzotto, Marella Giovannelli e l’autrice del romanzo, si è sentita la voce-rombo di tuono (sul roco possente) della bionda Adelina che, tra un bocconcino di gelato e l’altro, chiedeva la parola.
Passati pochi minuti la Contessa calatissima nel ruolo di presentatrice dell’autrice, ha esclamato”Ora puoi esternare Adelina!”. E la Tattilo, ormai autorizzata finalmente così esternò: “Io dissento sul ruolo oscuro delle segretarie, con le mie ho sempre avuto un rapporto splendido, con me non sono mai state nell’ombra!!!” . “Infatti tu sei una donna!” le ha ricordato ineffabile Michi Gioia”.
Adelina Tattilo, e questo consola chi le ha voluto bene, è morta dopo una breve malattia, di cui lei ignorava la gravità. Aveva detto a Lina Wertmuller che sarebbe uscita prestissimo dalla clinica e avrebbero cenato insieme la settimana prossima.
Serena e sorridente, Adelina non più trasgressiva, era una donna che aveva saputo accettare il passare del tempo, scoprendo ed assaporando ogni giorno, all’interno della sua famiglia, priorità diverse rispetto al passato ma che le davano gioie continue ed autentiche.
Marella Giovannelli 
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