Si è chiusa, sabato 9 maggio, la settimana che Olbia ha dedicato al centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda (1926–2026), con il convegno ospitato negli spazi dell’UniOlbia e organizzato dall’Istituto Euromediterraneo in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Sassari-Tempio. L’iniziativa ha saputo coinvolgere la comunità e rilanciare, con rinnovata attualità, la voce della più grande scrittrice sarda, registrando una partecipazione straordinaria: una sala gremita di studiosi, docenti, rappresentanti delle istituzioni, appassionati e cittadini. Presenti anche i componenti del Gruppo di lettura dell’IEM, impegnati nello studio di alcuni romanzi deleddiani.
Dopo i saluti istituzionali del Direttore dell’Istituto Euromediterraneo Giorgio Diana, del Direttore dell’ISSR Sassari-Tempio/Ampurias Alessandro Cossu e del Prof. Roberto Spano, si sono susseguiti due interventi di alto profilo accademico.
Il Prof. Dino Manca, docente di Filologia della letteratura italiana all’Università di Sassari, ha proposto una riflessione dal titolo «Il rimedio è in noi, cuore bisogna avere, null’altro. Deledda e l’arte educatrice con finalità etiche», mettendo in luce la dimensione morale, etica e pedagogica dell’opera deleddiana. Ha presentato Grazia Deledda come consapevole protagonista della diffusione, in Italia e in Europa, di una cultura sarda originale e autorevole, capace di dialogare con altre tradizioni senza complessi di inferiorità. Ha auspicato che la scrittrice trovi finalmente il giusto spazio nei manuali scolastici e venga conosciuta più profondamente dai giovani, conquistando il posto che le spetta tra i grandi autori del Novecento.
Il Prof. Salvatore Bulla, docente dell’ISSR e autore del volume “Grazia Deledda. Prospettive del religioso per una rilettura critica”, si è soffermato sui tratti peculiari della sua spiritualità: il senso del peccato come percezione di un male radicale che accompagna l’intera esistenza, la sofferenza come via di espiazione e la possibilità di accogliere il dono della salvezza senza sentirsi indegni. Un’analisi che ha restituito la profondità antropologica e la visione dell’umano che attraversano l’opera della scrittrice.
Il dialogo è stato guidato con sensibilità dalla scrittrice e giornalista Marella Giovannelli, mentre gli interventi musicali del cantante Luigino Cossu hanno arricchito il programma, creando un’atmosfera intensa e partecipata.
A conclusione della serata, S.E. Mons. Roberto Fornaciari, Vescovo di Tempio-Ampurias, ha portato il suo saluto, esprimendo vivo apprezzamento per l’iniziativa che ha contribuito a far riscoprire la dimensione spirituale della letteratura deleddiana.
Il convegno ha così chiuso una settimana intensa, inaugurata il 2 maggio: un percorso culturale che ha intrecciato arte, letteratura, musica e riflessione spirituale, riproponendo la complessità e la forza del messaggio della scrittrice nuorese che continua a parlare al presente. (Istituto Euromediterraneo)
